Michele michelel

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Messaggio  luca salvadori il Lun Lug 26, 2010 8:24 pm

Infatti, è alquanto ridicolo che coloro che riempiono i propri siti ( PD di Faleria ) di critiche aspre e dure contro la Legge Bavaglio del Governo Berlusconi, poi operino in maniera diametralmente opposta quando a criticare sono i propri oppositori.
Michele Michele , come puoi paragonare un cartello strappato alla legge bavaglio del governo Berlusconi, non c'è il pur minimo nesso e le due cose non sono affatto paragonabili.
Capisco il dissentire sullo strappo o sulla copertura Impropria del manifesto, ma dire una fesseria come quella sopra riportata mi sa tanto di demagogia ex democristiana e oggi Berlusconiana.
Da tesserato del PD tengo a precisare alcune cose, il sito del PD svolge la sua funzione politica senza operare sabotaggi su manifesti politici di altri schieramenti opposti, l'informazione politica di Chiara matrice di sinistra viene svolta a Faleria solo da questo sito, il resto piccole vicende caserecce.
Le dure critiche ad una legge farsa e Fascista , come le tante fatte da questo governo, si la facciamo ed anche a muso duro. Spiega ai tuoi elettori in che cosa consiste tale legge, spiegagli jche con la famosa legge BAVAGLIO voluta e bramata solo ed esclusivamente da una parte del PdL, l'informazione e le varie notizie di malaffare, te ne ricordo alcune: Protezione Civile e Terremoto dell'Aquila, Eolico in Sardegna, P3, ecc.ecc. Sarebbero tutte taciute.
Chi solo provoca a pubblicare tali notizie veniva carcerato " l'Editore" si secondo la prima stesura l'Editore rischiava il carcere, ti rendi conto..... E su questo dovrei tacere neanche morto, e sulle intercettazioni, che vogliamo dire ..... Le parole del premier " Giulio Cesare" gli italiani con questa legge potranno riparlare tranquillamente al telefono.....e tutti i vari inciuci dove li mettiamo? Va bene così ...... Non mi sembra la strada giusta per risollevare un paese non morto ma ormai putrido.
Non tanto tempo fa un tizio cApo del governo, dopo alcuni anni di potere per eliminare i suoi oppositori non fece una legge bavaglio ma face la famosa propaganda del Partito Fascista, giornali, radio ecc. Cioè tutti i mezzi d'informazione erano controllati dal partito e guai a chi si opponeva a ciò, DITTATURA FASCISTA be' io onde evitare il ripetersi della storia, che e' fatta di corsi e ricorsi, sto attento e cerco di informare i meno informati.
Quindi per favore non mischiare la cioccolata con il "fango" uso il fango come metafora visto il colore ma tu hai capito benissimo a cosa mi riferisco. Non e' il PD o l'Amministrazione comunale che vuole tapparvi la bocca ma e' il tuo stesso partito, il partito che tu rappresenti.
La politica e' una cosa seria e va fatta seriamente.

Ti posto l'articolo sulla libertà di stampa ISLANDESE, e allora si che puoi parlare di Democrazia.
Islanda, il paese senza bavaglio
Approvata una legge che garantisce uno "scudo" quasi totale a chi metterà su Internet segreti militari, giudiziari, societari e di Stato di pubblico interesse. I blogger saranno protetti dai processi. "Sarà difesa la libertà d'espressione". E così la piccola isola potrebbe diventare il bunker del giornalismo d'inchiesta 
dal nostro inviato GUIDO RAMPOLDI


REYKJAVIK  - Alle tre di quella notte, quando il parlamento è stato chiamato a votare, la deputata anarchica Birgitta Jonsdottir non era affatto certa che la sua proposta sarebbe passata. E un mese dopo ancora si chiede se tutti i colleghi avessero capito l'entità della sfida che la piccola Islanda si impegnava a lanciare all'universo mondo - a Stati di polizia e a compagnie petrolifere, al Pentagono e a grandi banche, giù giù digradando fino all'Italia di Silvio Berlusconi. Ma fosse pure con il contributo di una scarsa consapevolezza, del sonno o della fretta di andare in ferie, sul tabellone elettronico è apparso, ricorda Birgitta, "un mare verde. Approvato all'unanimità. Ero stupefatta". Da quel 16 giugno, un Paese di trecentomila abitanti promette uno scudo quasi totale ai disvelatori di segreti - segreti militari, segreti istruttorii, segreti societari, segreti di Stato.

Se documenti sottratti per un interesse pubblico saranno immessi in Internet da un server con base in Islanda, la giustizia dell'isola non potrà impedirne la divulgazione, tentare di scoprire chi li abbia rivelati, dare seguito a condanne comminate da tribunali esteri in base a leggi contrarie alle norme islandesi. Ancora: se uno Stato o un privato si ritenesse diffamato e ricorresse davanti ad una corte straniera, la società islandese proprietaria del computer (il server) che ha immesso in Rete carte segrete non solo non potrà essere intimidita con la minaccia di quei processi dai costi esorbitanti che stanno costringendo all'autocensura molto giornalismo occidentale, ma sarà autorizzata a rispondere con una contro-citazione davanti ad una corte dell'isola, dichiarandosi vittima di una minaccia alla libertà d'espressione.

Per capire come andrà a finire la sfida islandese occorrerà attendere la normativa d'attuazione (la risoluzione, intitolata Icelandic Modern Media Iniziative, impegna il parlamento a modificare quattordici leggi, tempo previsto: un anno). Stando alle premesse, l'Islanda potrebbe diventare il bunker mondiale del giornalismo investigativo, le Cayman Islands di un'informazione né manipolatoria né omissiva. Ma anche attirare specialisti della disinformazione e mestieranti della calunnia. Potrebbe arretrare sotto l'incalzare di silenziose pressioni internazionali. Oppure restituire la voce agli zittiti - dissidenti, perseguitati, disomogenei. Nel frattempo l'interesse che la deputata Birgitta Jonsdottir ha registrato nel parlamento europeo, soprattutto nel gruppo liberale, suggerisce che l'iniziativa islandese abbia già ottenuto un risultato cospicuo: chiamare alla riscossa contro la massa di divieti, ingiunzioni e intimidazioni che da quasi un decennio sta comprimendo la libertà d'espressione anche negli Stati di diritto occidentali, spesso con il pretesto della lotta al terrorismo.

Per quanto poi riguarda l'Italia, quel che offre l'Islanda già adesso permette di aggirare i divieti che in origine appartenevano alla goffa proposta del ministro Alfano. Nel concreto, chi volesse divulgare intercettazioni dal contenuto significativo non dovrebbe fare altro che mandare le fotocopie del documento originale ad un sito specializzato nella divulgazione di segreti (il più seguito, Wikileaks. org, ora ha la base ufficiale in Islanda). Per posta, ad uno degli indirizzi indicati nel sito Wikileaks; oppure via Internet attraverso il software Tor, gratuito, che costruisce un gioco di carambole tra computer e rende difficilissimo identificare il mittente. Il personale di Wikileaks verificherebbe l'autenticità del documento attraverso i suoi collaboratori in Italia, e tempo qualche giorno o qualche settimana, lo metterebbe in rete. Secondo Smari Mc Carthy, matematico e portavoce di quella Digital Freedom Society che ha avuto un ruolo importante nella formulazione della proposta islandese, "una volta che il documento fosse in Internet, i media italiani potrebbero riprenderlo senza temere ritorsioni". La tesi di Mc Carthy è perlomeno discutibile, ma è meno controverso che non mancherebbero media internazionali disposti a dare pubblicità a ghiotti segreti italici, soprattutto nei Paesi dove l'informazione gode di forti protezioni. Dunque quanto più la legge Alfano tentasse di nascondere, tanto più ostenterebbe scandali e inadeguatezza dell'esecutivo.

Probabilmente lo spettacolo non stupirebbe gli islandesi, cui la tv di Stato in giugno ha raccontato l'Italia attraverso il documentario svedese Videocracy, dove siamo rappresentati da Berlusconi e tali Corona e Mora. "Che disastro, poveretti!", si sente ripetere adesso il giornalista italiano.
A loro volta gli italiani troverebbero un che di familiare nello scandalo islandese che ha prodotto per reazione la Icelandic Modern Media Iniziative.

Agosto 2009: la tv di Stato decide di rendere pubblico un documento bancario da cui oggi molti ricavano che nel privatizzare i due maggiori istituti di credito islandesi, i due partiti di centrodestra se li siano spartiti affidandoli a loro amici, incapaci che li avrebbero comprati con soldi presi a prestito da quelle stesse banche. Poco prima che il servizio vada in onda, la magistratura lo blocca con un'ingiunzione. La tv di Stato obbedisce: ma poco tempo dopo si vendica mostrando la schermata di Wikileaks che ha messo in rete il documento.
Dell'episodio discute la Digital Freedom Society in dicembre, quando riunisce a Reykjavik una compagnia non convenzionale: anarchici islandesi, hackers cosmopoliti, e i fondatori di Wikileaks. Va detto che gli anarchici qui sono persone mitissime (la settimana scorsa facevano scudo alla palazzina del governo bersagliata con sassi da cittadini rovinati dalla crisi finanziaria). E gli hackers nordici tengono a non essere confusi con i crackers, quelli che entrano nei siti per sabotarli o saccheggiarli, o con i vari malfattori che cercano lucri facili in Internet.

Si considerano esploratori dell'ignoto, esteti, "hippies lanciati nel cyberspazio", per citare uno di loro, Mc Carthy, che di nome fa Trifoglio (Smari in islandese: il padre, nato in Irlanda, lo chiamò così perché il trifoglio è il simbolo irlandese). Comunque quella sera due dozzine tra hackers, anarchici e sfascia-segreti di Wikileaks si ritrovano in un pub di Reykjavik e decidono di fondere in un progetto organico le più avanzate tra le norme europee e statunitensi in materia di informazione. Si tratta di invertire una tendenza che non è soltanto italiana. Preoccupa soprattutto la Gran Bretagna, meta preferita di quel "turismo da querela" che promuove la causa lì dove trova la legislazione più favorevole. Secondo Trifoglio Mc Carthy, nei processi per diffamazione la giustizia britannica permette al querelante di infliggere al querelato un processo lungo e spese processuali proibitive (così anche negli Usa: vincere la causa contro Scientology è costato 7 milioni di dollari al settimanale Time). A motivo di questo, molti giornali inglesi stanno cancellando dai propri archivi tutte le notizie controverse, per evitare di essere trascinati in una causa da studi legali collegati a grandi industrie.

"Ma questo vuol dire modificare la storia", segnala Birgitta Jonsdottir. Mentre studia i codici occidentali il gruppo di Reykjavik si trova coinvolto nell'elaborazione di un filmato che un soldato americano ha inviato di nascosto a Wikileaks. Girato dalla US Air Force, mostra un elicottero statunitense fare strage di un gruppo di iracheni inermi scambiati per guerriglieri, e soprattutto, ammazzare intenzionalmente i primi soccorritori, clamorosamente incolpevoli. Non c'è un prima e un dopo, lamenta il ministro della Difesa Gates, volendo intendere: l'episodio è decontestualizzato.

Ma almeno c'è un "in mezzo", gli risponde Wikileaks. Quel che qui conta è che né il filmato né l'arresto del soldato che lo trafugò, tuttora detenuto, hanno trovato sui media americani l'eco che Wikileaks si attendeva. Se ne potrebbe dedurre che qualsiasi cosa scoprano i divulgatori di segreti, se l'argomento non è nell'agenda dei media tradizionali non arriverà al grande pubblico.

Quando gli giro il mio dubbio il portavoce di Wikileaks, Daniel, replica che l'organizzazione non vuole tanto sollevare clamore quanto sottrarre all'invisibilità documenti che potrebbero formare la verità storica. Fondata da un hacker australiano che tuttora viaggia nel mondo con le precauzioni di un ricercato, Wikileaks può avvalersi di 800-1000 1 collaboratori sparsi in decine di Paesi, con i quali verifica le carte segrete che riceve. Secondo Daniel finora soltanto due sono risultate trappole costruite ad arte (una collegava Obama all'islamismo radicale). In genere Wikileaks non si pone il problema se i segreti divulgati siano d'aiuto a malintenzionati (così l'organizzazione ha pubblicato i test condotti dal Pentagono su apparecchi destinati a prevenire l'esplosione di mine). L'importante, per così dire, è che quei documenti siano agli atti.

Però le protezioni accordate dall'Islanda già nel futuro prossimo indurranno questi o altri cacciatori di segreti a tentare di raggiungere in proprio il grande pubblico. E a costruire archivi nazionali (l'IMMI, ghigna Trifoglio Mc Carthy, potrebbe sdoppiarsi in "Italian modern media initiative") oppure tematici, vuoi per precisare i profili di Corporation che hanno globalizzato anche l'opacità, vuoi per individuarne comportamenti scorretti che al momento sono invisibili. Il progetto è audace, la questione seria. Difficile fare previsioni. Al momento l'unica cosa chiara è che al cospetto dei cybernauti di Reykjavik il povero Angelino Alfano, con le sue pandette e i suoi calamai, fa la figura di un leguleio del Regno delle Due Sicilie.
Bella differenza e'.

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Messaggio  luca salvadori il Mar Ago 03, 2010 8:37 pm

Scusa Michele hai capito bene il senso delle 4 righe che ho scritto? Da quanto leggo, anche sui giornali, non mi sembra. Trovo assurdo ed antiDemocratico la copertura e lo strappo del MANIFESTO, ma non ritengo che possa essere paragonabile tale gesto alla legge bavaglio, legge che ha occupato ed intasato sino ad una settimana fa il Parlamento per giungere a cosa? a niente, anzi no mi correggo ad uno scontro interno nel PdL dove il cofondatore è stato liquidato perchè ha sollevato il problema MORALE all'interno del partito e del Governo, questo era il mio appunto e li finiva, però visto che c'è bisogno di un chiarimento scrivo altre 4 righe.
La Democrazia va difesa SEMPRE questo è SACROSANTO, sia quando è minacciata da Destra che da Sinistra, per quanto mi riguarda una delle cose necessarie per salvaguardare la Democrazia in Italia è combattere e non approvare la LEGGE BAVAGLIO, legge che ritengo come la chiave per l'avvento di una nuova forma di ANTIDEMOCRAZIA, di negazione della LIBERTA' d'informazione e di PENSIERO, appunto di quello che 60 anni fa la Storia chiama “Propaganda di Partito”.
Non ho sorvolato, sulla gravità della raccomandazione data da un Assessore di coprire i manifesti o sull'azione posta in essere da un personaggio che sfoggia il simbolo del PD, per omertà ma perchè non conosco i fatti.
Omertoso è colui che conoscendo i fatti li nasconde, fai i nomi ed i cognomi ricorri all'Autorità competente altrimenti che senso ha scaricare la colpa sul sito del PD. Affermare che “il sito del PD locale svolgerebbe bene il suo scopo se difendesse i diritti dei cittadini a prescindere e non solo dai diritti dei tesserati del PD”, su questa affermazione da tesserato del PD ti chiedo APERTAMENTE e PUBBLICAMENTE un'approfondita spiegazione, perchè così come scritto sembra che il ruolo di questo sito sia quello di difendere solo i tesserati del PD, buttando a mare tutti gli altri, sei sicuro? A me non risulta, in caso contrario cita persone non difese, fatti e cose omesse o fuorviate da questo sito.
Per quanto mi riguarda il sito non è osceno ed omertoso come qualcuno si accanisce a voler far crede, anzi per tornare al concetto di DEMOCRAZIA la presenza sul territorio di più campane rendono la stessa più forte ed inattaccabile. Questa è Democrazia questa è serietà, non ci sono specchi su cui arrampicarsi, ci sono montagne da scalare per far si che che il concetto di LIBERTA' e DEMOCRAZIA siano salvaguardate. Per quanto mi riguarda il Governo Berlusconi, tutto ha fatto meno che salvaguardare tali concetti che sono le fondamenta di un paese. Ogni giorno che passa cresce l'immoralità di questo direttivo, scandali su scandali, e non mi dire che anche in questo caso si possa paragonare il Governo Berlusconi alla Giunta Bianchi, nel primo ci sono MINISTRI, SOTTOSEGRETARI, alti Funzionari dello stato, COORDINATORI ecc.ecc. posso anadre avanti quasi all'infinito che risultano indagati o sottoinchiesta, nella seconda, ricordando i vari interventi della Magistratura degli anni passati, nessuno è indagato o sottoinchiesta.
A chi ci consiglia di tacere. Rispondo con una domanda, in nome di quale ideale quello DEMOCRATICO? Bel modo di sparlare di Democrazia e di Omertà.
Tutto è contestatabile, Tutto è relativo, un proverbio dice “A parlare si conosce l'Uomo”, una famosa canzone di Francesco Guccini dice... “da sempre l'ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a Morte”.

E allora sai che vi dico, Io parlo, parlo parlo, lotto e spero in un paese migliore.
Un salutone Luca

Posto per serietà politica un'articolo pubblicato da Repubblica online.
Sono graditi commenti,
Da repubblica on line
Le telefonate del Cavaliere a caccia di otto voti
La campagna-acquisti segreta . Dai corteggiamenti ("Stiamo pensando a un nuovo ruolo per te"), ai consigli ("Torna di qua, Fini vi ha fregato"). Berlusconi lo ha detto: "Sentirò personalmente i deputati e i senatori che hanno costituito Futuro e Libertà". Una nota di Palazzo Chigi
di MAURO FAVALE

ROMA - Si va dal corteggiamento ("Stiamo pensando a un nuovo ruolo per te") alle minacce ("Verrai deferito ai probiviri") ai consigli ("Torna di qua, Fini vi ha fregato"). Metodi e strategie della mega-campagna acquisti estiva in corso tra Camera e Senato. La impongono i numeri, delicatissimi, sui quali Silvio Berlusconi si sta giocando la maggioranza. E quindi è partita la manovra: pescare tra i centristi, Udc e Api, considerati il ventre molle e più propenso al salto di schieramento, rivolgersi al gruppo misto (che, come dice il nome, contiene parlamentari di varia estrazione) e, soprattutto, riconquistare i finiani. D'altronde Berlusconi lo ha detto: "Sentirò personalmente tutti e 33 i deputati che hanno costituito il gruppo di Futuro e Libertà. E così farò per i senatori".
In quel caso, più che una campagna acquisti, sarebbe una campagna ri-acquisti. È già successo: i tre diniani (Daniela Melchiorre, Italo Tanoni e Maurizio Grassano) che in questi giorni hanno assicurato il loro appoggio al governo, erano stati eletti con il Pdl. Passati all'opposizione, sono ora tornati con Berlusconi. Con la maggioranza, voterebbe anche Riccardo Villari, ex di Udeur e Pd. Operazioni andate a buon fine, a fronte dei rifiuti che il premier ha ricevuto da Renzo Lusetti e Dorina Bianchi (entrambi Udc) e dal deputato eletto all'estero Ricardo Merlo. Ma gli sforzi maggiori sarebbero indirizzati alla riconquista di quei finiani considerati, a torto o a ragione, più fedeli al governo. "Quando iniziò quest'avventura - spiega Amedeo Laboccetta, napoletano, fedelissimo di Berlusconi - subito dopo il Consiglio Nazionale, Fini raccolse 39 firme di deputati e 14 di senatori. Ora mi sembra che alla Camera i finiani siano 33 e al Senato 10. I numeri variano e qualcuno cambia idea. La fedeltà dei finiani è tutta da verificare", assicura Laboccetta.
Si racconta che Gianfranco Paglia, deputato del Fli (acronimo di Futuro e libertà per l'Italia), ufficiale dell'esercito, medaglia d'oro al valor militare, subito dopo la costituzione del nuovo gruppo abbia mandato una e-mail ai colleghi del Pdl per avvertire che mai avrebbe votato contro il governo. I berlusconiani, poi, considerano difficile un voto contrario dell'avvocato Giuseppe Consolo. Così come del ministro Andrea Ronchi. Ieri Libero stilava un elenco dei finiani "cattivi" (8, tra cui Bocchino, Granata e Briguglio) e "gli altri", quelli sui quali il premier starebbe facendo pressione. Racconta Massimo Corsaro, deputato ex An che in questi mesi ha tenuto in mano il "pallottoliere dei finiani": "Stiamo monitorando l'andamento delle adesioni. Mi pare legittimo. Fini ha giocato sulla buona fede, prospettando la costituzione di un nuovo gruppo e la permanenza nel Pdl. Prima o poi i probiviri si riuniranno e decreteranno un'incompatibilità. E allora sarà difficile che tutti i finiani siano disposti a essere estromessi dal partito".

Il clima, insomma, è questo. "Passiamo il week end a rispondere al telefono - racconta il senatore finiano Maurizio Saia - le pressioni sono enormi e inevitabili. Ma nessuno si lascerà affascinare. Non è una telefonata che ci farà cambiare idea". Spavaldo è anche Carmelo Briguglio: "Lui si muove? E noi non stiamo fermi". E il sottosegretario Roberto Menia aggiunge: "Berlusconi è stato male informato: si aspettava quattro gatti e ci siamo ritrovati in 33. E tanti fanno la fila per entrare". E a quel punto si aprirebbe un nuovo fronte della campagna acquisti: trattenere i transfughi. Qualche nome? Santo Versace assicura che resterà nel Pdl, anche se le sue posizioni ("Chi ha problemi con la giustizia faccia un passo indietro") sono più simili a quelle di Fini. E tra i dubbiosi nel Pdl, nuova categoria della politica estiva, ci sarebbero anche Chiara Moroni e Giancarlo Mazzucca. Le grandi manovre proseguono.
La nota di Palazzo Chigi. Questa mattina, la presidenza del Consiglio ha diramato un comunicato: "E' davvero scandaloso che 'La Repubblica' abbia costruito un'intera pagina su un assunto completamente falso. Il presidente Berlusconi non ha effettuato nessuna chiamata, nemmeno una, ai parlamentari citati da 'La Repubblica', avanzando offerte o tanto meno minacce. Nonostante le smentite il quotidiano continua tutti i giorni, imperterrito, a ribaltare la verità".


Ultima modifica di luca salvadori il Gio Ago 05, 2010 11:00 pm, modificato 1 volta

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Re: Michele michelel

Messaggio  luca salvadori il Gio Ago 05, 2010 10:57 pm

Scusa Michele hai capito bene il senso delle 4 righe che ho scritto? Da quanto leggo, anche sui giornali, non mi sembra. Trovo assurdo ed antiDemocratico la copertura e lo strappo del MANIFESTO e/o manifesti, compresi quelli dei Candidati alle provinciali 2010, ma non ritengo che possa essere paragonabile tale gesto alla legge bavaglio, legge che ha occupato ed intasato sino ad una settimana fa il Parlamento per giungere a cosa? a niente, anzi no mi correggo ad uno scontro interno nel PdL dove il cofondatore è stato liquidato perchè ha sollevato il problema MORALE all'interno del partito e del Governo, questo era il mio appunto e li finiva, però visto che c'è bisogno di un chiarimento scrivo altre 4 righe.
La Democrazia va difesa SEMPRE questo è SACROSANTO, sia quando è minacciata da Destra che da Sinistra, per quanto mi riguarda una delle cose necessarie per salvaguardare la Democrazia in Italia è combattere e non approvare la LEGGE BAVAGLIO, legge che ritengo come la chiave per l'avvento di una nuova forma di ANTIDEMOCRAZIA, di negazione della LIBERTA' d'informazione e di PENSIERO, appunto di quello che 60 anni fa la Storia chiama “Propaganda di Partito”.
Non ho sorvolato, sulla gravità della raccomandazione data da un Assessore di coprire i manifesti o sull'azione posta in essere da un personaggio che sfoggia il simbolo del PD, per omertà ma perchè non conosco i fatti.
Omertoso è colui che conoscendo i fatti li nasconde, fai i nomi ed i cognomi ricorri all'Autorità competente altrimenti che senso ha scaricare la colpa sul sito del PD. Affermare che “il sito del PD locale svolgerebbe bene il suo scopo se difendesse i diritti dei cittadini a prescindere e non solo dai diritti dei tesserati del PD”, su questa affermazione da tesserato del PD ti chiedo APERTAMENTE e PUBBLICAMENTE un'approfondita spiegazione, perchè così come scritto sembra che il ruolo di questo sito sia quello di difendere solo i tesserati del PD, buttando a mare tutti gli altri, sei sicuro? A me non risulta, in caso contrario cita persone non difese, fatti e cose omesse o fuorviate da questo sito.
Per quanto mi riguarda il sito non è osceno ed omertoso come qualcuno si accanisce a voler far crede, anzi per tornare al concetto di DEMOCRAZIA la presenza sul territorio di più campane rendono la stessa più forte ed inattaccabile. Questa è Democrazia questa è serietà, non ci sono specchi su cui arrampicarsi, ci sono montagne da scalare per far si che che il concetto di LIBERTA' e DEMOCRAZIA siano salvaguardate. Per quanto mi riguarda il Governo Berlusconi, tutto ha fatto meno che salvaguardare tali concetti che sono le fondamenta di un paese. Ogni giorno che passa cresce l'immoralità di questo direttivo, scandali su scandali, e non mi dire che anche in questo caso si possa paragonare il Governo Berlusconi alla Giunta Bianchi, nel primo ci sono MINISTRI, SOTTOSEGRETARI, alti Funzionari dello stato, COORDINATORI ecc.ecc. posso anadre avanti quasi all'infinito che risultano indagati o sottoinchiesta, nella seconda, ricordando i vari interventi della Magistratura degli anni passati, nessuno è indagato o sottoinchiesta.
A chi ci consiglia di tacere. Rispondo con una domanda, in nome di quale ideale quello DEMOCRATICO? Bel modo di sparlare di Democrazia e di Omertà.
Tutto è contestatabile, Tutto è relativo, un proverbio dice “A parlare si conosce l'Uomo”, una famosa canzone di Francesco Guccini dice... “da sempre l'ignoranza fa paura ed il silenzio è uguale a Morte”.

E allora sai che vi dico, Io parlo, parlo parlo, lotto e spero in un paese migliore.
Un salutone Luca

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Sono graditi commenti,
Da repubblica on line
Le telefonate del Cavaliere a caccia di otto voti
La campagna-acquisti segreta . Dai corteggiamenti ("Stiamo pensando a un nuovo ruolo per te"), ai consigli ("Torna di qua, Fini vi ha fregato"). Berlusconi lo ha detto: "Sentirò personalmente i deputati e i senatori che hanno costituito Futuro e Libertà". Una nota di Palazzo Chigi
di MAURO FAVALE

ROMA - Si va dal corteggiamento ("Stiamo pensando a un nuovo ruolo per te") alle minacce ("Verrai deferito ai probiviri") ai consigli ("Torna di qua, Fini vi ha fregato"). Metodi e strategie della mega-campagna acquisti estiva in corso tra Camera e Senato. La impongono i numeri, delicatissimi, sui quali Silvio Berlusconi si sta giocando la maggioranza. E quindi è partita la manovra: pescare tra i centristi, Udc e Api, considerati il ventre molle e più propenso al salto di schieramento, rivolgersi al gruppo misto (che, come dice il nome, contiene parlamentari di varia estrazione) e, soprattutto, riconquistare i finiani. D'altronde Berlusconi lo ha detto: "Sentirò personalmente tutti e 33 i deputati che hanno costituito il gruppo di Futuro e Libertà. E così farò per i senatori".
In quel caso, più che una campagna acquisti, sarebbe una campagna ri-acquisti. È già successo: i tre diniani (Daniela Melchiorre, Italo Tanoni e Maurizio Grassano) che in questi giorni hanno assicurato il loro appoggio al governo, erano stati eletti con il Pdl. Passati all'opposizione, sono ora tornati con Berlusconi. Con la maggioranza, voterebbe anche Riccardo Villari, ex di Udeur e Pd. Operazioni andate a buon fine, a fronte dei rifiuti che il premier ha ricevuto da Renzo Lusetti e Dorina Bianchi (entrambi Udc) e dal deputato eletto all'estero Ricardo Merlo. Ma gli sforzi maggiori sarebbero indirizzati alla riconquista di quei finiani considerati, a torto o a ragione, più fedeli al governo. "Quando iniziò quest'avventura - spiega Amedeo Laboccetta, napoletano, fedelissimo di Berlusconi - subito dopo il Consiglio Nazionale, Fini raccolse 39 firme di deputati e 14 di senatori. Ora mi sembra che alla Camera i finiani siano 33 e al Senato 10. I numeri variano e qualcuno cambia idea. La fedeltà dei finiani è tutta da verificare", assicura Laboccetta.
Si racconta che Gianfranco Paglia, deputato del Fli (acronimo di Futuro e libertà per l'Italia), ufficiale dell'esercito, medaglia d'oro al valor militare, subito dopo la costituzione del nuovo gruppo abbia mandato una e-mail ai colleghi del Pdl per avvertire che mai avrebbe votato contro il governo. I berlusconiani, poi, considerano difficile un voto contrario dell'avvocato Giuseppe Consolo. Così come del ministro Andrea Ronchi. Ieri Libero stilava un elenco dei finiani "cattivi" (8, tra cui Bocchino, Granata e Briguglio) e "gli altri", quelli sui quali il premier starebbe facendo pressione. Racconta Massimo Corsaro, deputato ex An che in questi mesi ha tenuto in mano il "pallottoliere dei finiani": "Stiamo monitorando l'andamento delle adesioni. Mi pare legittimo. Fini ha giocato sulla buona fede, prospettando la costituzione di un nuovo gruppo e la permanenza nel Pdl. Prima o poi i probiviri si riuniranno e decreteranno un'incompatibilità. E allora sarà difficile che tutti i finiani siano disposti a essere estromessi dal partito".

Il clima, insomma, è questo. "Passiamo il week end a rispondere al telefono - racconta il senatore finiano Maurizio Saia - le pressioni sono enormi e inevitabili. Ma nessuno si lascerà affascinare. Non è una telefonata che ci farà cambiare idea". Spavaldo è anche Carmelo Briguglio: "Lui si muove? E noi non stiamo fermi". E il sottosegretario Roberto Menia aggiunge: "Berlusconi è stato male informato: si aspettava quattro gatti e ci siamo ritrovati in 33. E tanti fanno la fila per entrare". E a quel punto si aprirebbe un nuovo fronte della campagna acquisti: trattenere i transfughi. Qualche nome? Santo Versace assicura che resterà nel Pdl, anche se le sue posizioni ("Chi ha problemi con la giustizia faccia un passo indietro") sono più simili a quelle di Fini. E tra i dubbiosi nel Pdl, nuova categoria della politica estiva, ci sarebbero anche Chiara Moroni e Giancarlo Mazzucca. Le grandi manovre proseguono.
La nota di Palazzo Chigi. Questa mattina, la presidenza del Consiglio ha diramato un comunicato: "E' davvero scandaloso che 'La Repubblica' abbia costruito un'intera pagina su un assunto completamente falso. Il presidente Berlusconi non ha effettuato nessuna chiamata, nemmeno una, ai parlamentari citati da 'La Repubblica', avanzando offerte o tanto meno minacce. Nonostante le smentite il quotidiano continua tutti i giorni, imperterrito, a ribaltare la verità".

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